è che oggi ho capito il mio limite... la mia difficoltà a difendermi... a tutelarmi... a prendermi cura di me... il fatto del trasferimento al lavoro mi ha posto di fronte a questa mia incapacità a tenermi presente a me stessa... a stabilire delle priorità, una scaletta di importanza, dove almeno nei primi tre posti dovrei esserci io... è che il mio essere è stato completamente formato, forgiato all'insegna del cosa è giusto fare... (la persona saggia mi diceva sempre "giusto per chi?"...), del cosa si deve fare... del non disturbare... dell'essere sempre rispettosi (succubi??)... de "allora gli altri poi che dicono?"... e con tutti questi doveri in testa ho assolutamente perso di vista il mio "io"... facevo le cose solo per compiacere gli altri ed anticipare i loro desideri/voleri/esigenze... perchè questo fa una "brava bambina"... questa era la mia strategia di vittoria/sopravvivenza in un rapporto con mia madre fin da piccola... sono come mi vuoi... non puoi non volermi bene... ora qualcosa ho imparato, capito e già avere presente tutto questo per me è una grande conquista... un grande inizio per un cambiamento reale...
ma in tutto questo capire, mi manca ancora il coraggio di alzare la voce... di difendere me stessa da questo cambiamento lavorativo che non lo so mica se fino in fondo lo voglio... mi manca il coraggio di chiedere di essere ricevuta dal direttore generale e sbattere un pò i pugni... di dire "ma che son queste voci??..."... sempre per non dar fastidio... perchè se no poi chissà che pensano di me... dopo mi faccio una brutta nomina... dopo chissà...
ed intanto la mia vita scorre e lascio agli altri (il direttore, il marito/padre) le decisioni più importanti della mia vita... ed io in tutto questo dove sono?... in bilico tra tutti i miei vorrei/dovrei/potrei... cercando un equilibrio tra il male minore... ma è veramente questo quello che voglio? abbandonarmi al destino e lasciare che questo decida per me? e lui saprà davvero qual'è poi la decisione migliore per me?... mah...
A mia volta mi fido del mondo
non ti dico le botte che prendo Non c'è modo di starsene fuori
da ciò che lo rende tremendo e stupendo.
La canzone rimasta nel vento
le sorprese che fa il firmamento
ed i primi che mangiano tutto
e gli ultimi pagano tutto quel conto
per il cielo è un po' presto
per l'inferno non c'è posto
per qualcuno è solo buio pesto
a mia volta ti apro la casa
e ti trovi davanti un vampiro
che a mia volta devo succhiare
tutto l'amore che riesco a rubare per me
la linea sottile fra baciare e mangiare
la linea sottile fra venire e partire
c'è una linea sottile
fra star fermi e subire
cosa pensi di fare?
da che parte vuoi stare?
A mia volta non smetto di andare
anche se non si sa ancora dove
a mia volta invecchio alla svelta
perché non rinuncio a una certa illusione
una faccia che sembra destino
ed un vecchio che torna bambino
e traguardi che sono partenze
e un tramonto che è come un mattino
per il cielo è un po' presto
per l'inferno non c'è posto
per qualcuno è solo l'antipasto
a mia volta mi lascio un po' stare
e mi faccio un periodo di mare
che a mia volta non è che mi cerco
che poi non si sa cosa posso trovare da me
la linea sottile fra il tuo bene e il tuo male
la linea sottile fra dormire e sognare
c'è una linea sottile fra tacere e subire
cosa pensi di fare?
da che parte vuoi stare?
Vuoi vedere che non era niente
vuoi vedere che era già tutto lì
vuoi vedere che è venuto il tempo
e che è facile cosi
fra la voglia e il piacere
fra la noia e il bicchiere
c'è una linea sottile
fra aspettare e scoppiare
cosa pensi di fare?
da che parte vuoi stare?
la linea sottile
fra baciare e mangiare
la linea sottile
fra venire e partire
C'è una linea sottile
fra star fermi e subire
cosa pensi di fare?
da che parte vuoi stare?
(Ligabue - La linea sottile)
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